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Johnny I hardly knew ye

Mag 29, 2016 1 commento

athyTutti la conosciamo, o l’abbiamo sentita almeno una volta, quella marcetta che spesso, nei film, accompagna i soldati americani di qualsiasi guerra nel loro ritorno a casa, salutati dalla folla e dalle ragazze che hanno lasciato ad aspettarli. E’ nota sotto il titolo di When Johnny comes marching home. E’ un canto allegro il cui testo e musica è stato pubblicato nel pieno della guerra di secessione americana.

Ma in realtà questa ballata ha ben altre origini. E’ arrivata negli Stati Uniti assieme agli emigranti irlandesi durante il massiccio esodo degli anni quaranta dell’Ottocento, in seguito alla terribile carestia di patate che aveva ridotto in miseria gran parte delle famiglie contadine in Irlanda. Molti di loro combatterono nelle fila dell’esercito nordista.

Eppure l’origine della ballata era ben altra. Sempre di guerra si tratta ma Johnny I hardly knew ye è una antica canzone che parla del ritorno al villaggio di Athy, contea irlandese di Kildare, di un soldato dell’esercito imperiale britannico. Ma il suo ritorno da una campagna nell’isola di Ceylon alla fine del Settecento, non è affatto festoso. A causa delle ferite e delle mutilazioni riportate la sua ragazza – come dice il titolo – lo riconosce appena.

Probabilmente è la prima canzone pacifista della storia. Vecchia di oltre duecento anni ma ancora terribilmente attuale.

Versione del gruppo folk Irish Rovers. Con il testo.

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Kilkelly, Ireland

aprile 14, 2014 8 commenti

Come moltissimi suoi connazionali John Hunt, verso la metà degli anni cinquanta dell’Ottocento, lasciò il villaggio natale di Kilkelly, nella contea irlandese di Mayo, per cercare una vita migliore nella lontana America e non tornare mai più a casa. Più di un secolo dopo Peter Jones, un suo discendente, ritrovò per caso la corrispondenza che il suo bisnonno aveva tenuto con la sua famiglia rimasta in Irlanda, in un mondo di fame e di miseria, di sofferenze e disperazione. Ne nacque una dolcissima ballata diventata presto popolarissima. Ancora oggi nel piccolo cimitero di Kilkelly è possibile ascoltarla suonata dalla chitarra di qualche turista di passaggio.

Potrei benissimo sostituire le immagini che scorrono sotto la musica con quelle che riempiono i cassetti di casa mia. Sono le stesse espressioni, disilluse o piene di speranza che dipingono i volti di chi, per miseria o per costrizione, lascia la propria casa per cercare un futuro oltre il mare, oltre i confini della speranza. Sono i volti ingialliti degli amici e parenti di mia madre che hanno lasciato per sempre il loro piccolo villaggio sull’Appennino per non tornarvi, in molti casi, mai più.

 

Testi e musica di Peter Jones, la versione è quella cantata da Robbie O’Donnel, la traduzione è mia.

Kilkelly, Irlanda, 1860. Mio amatissimo figlio John. Il tuo amico e maestro di scuola Pat McNamara è così gentile da scrivere per me queste parole. I tuoi fratelli sono andati tutti a cercare lavoro in Inghilterra, la casa è così vuota e triste. Purtroppo i raccolti di patate sono malati, un terzo o anche metà sono da buttare. E tua sorella Bridget e Patrick O’Donnel si sposeranno in giugno. Tua madre dice di non lavorare in ferrovia e di tornare a casa presto.

Kilkelly, Irlanda, 1870. Mio amatissimo figlio John. Un saluto alla tua sposa e ai tuoi quattro figli, possano crescere forti e in salute. Michael si è messo un po’ nei guai, penso che non imparerà mai. A causa dell’umidità, di torba neanche a parlarne e non abbiamo niente da bruciare. E Bridget è contenta che hai dato il suo nome alla bambina, anche se lei ne ha già sei. Dici che hai trovato lavoro ma non dici di che tipo, né quando tornerai a casa.

Kilkelly, Irlanda, 1880. Cari Michael e John, figli miei. Mi dispiace darvi la triste notizia che la vostra vecchia cara mamma ci ha lasciati. L’abbiamo seppellita giù alla chiesa a Kilkelly, i vostri fratelli e Bridget erano presenti. Non preoccupatevi, è morta alla svelta, ricordatela nelle vostre preghiere. E’ bello sentire che Michael sta per tornare, coi soldi può certamente comprare della terra. Perché il raccolto è stato scarso e la gente vende a qualsiasi prezzo.

Kilkelly, Irlanda, 1890. Mio amatissimo figlio John. Penso di essere vicino agli ottanta, e sono passati trent’anni da quando sei partito. Grazie ai soldi che mi hai mandato vivo ancora per conto mio. Michael si è costruito una bella casa e le figlie di Bridget sono cresciute. Grazie per aver mandato la foto della tua famiglia, dei tuoi ragazzi e ragazze. Dici che potresti anche venire a trovarci. Che gioia sarebbe rivederti!

Kilkelly, Irlanda, 1892. Mio caro fratello John, mi dispiace di non averti scritto prima per dirti che il babbo se n’è andato. Viveva con Bridget, lei dice che era allegro ed è stato bene fino alla fine. Avresti dovuto vederlo giocare con i nipotini di Pat McNamara, il tuo amico. Lo abbiamo seppellito accanto alla mamma, giù al cimitero di Kilkelly. Era un vecchio forte e orgoglioso, considerando quanto la sua vita è stata dura. E’ strano come continuava a parlare di te. Ha chiesto di te alla fine. Perché non pensi di venire a trovarci. Ci piacerebbe rivederti.