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Archive for the ‘poveritalia’ Category

L’Italia che mi piace

agosto 27, 2016 3 commenti

miseL’Italia che mi piace indossa divise di molti colori.

Ce ne sono di grigie e gialle, arancioni, azzurre e gialle, blu, rosse e molte altre. Lavorano in silenzio ogni giorno ma in certi momenti tutti si accorgono di loro e le luci si accendono sul loro operato. E allora ci si rende conto che quei ragazzi – perché ragazzi sono, indipendentemente dalla loro età anagrafica – lasciano il loro lavoro, le loro famiglie, la loro tranquilla quotidianità per andare ad aiutare il prossimo.

So bene che può sembrare retorica a buon mercato. Ma io li conosco bene quei ragazzi. Sono operai ed impiegati, studenti e disoccupati, professionisti e casalinghe. Ho il privilegio e l’onore di averli come amici, di condividere con loro la stessa passione, lo stesso impegno, la stessa divisa colorata. Di loro ci si può fidare, statene certi, perché loro, come altri, hanno compreso che ognuno, nel proprio piccolo, può fare qualcosa per rendere questo mondo un pochino migliore, condividendone la responsabilità. Sono come tante, piccole sentinelle poste a guardia di un’umanità minacciata e sofferente. E come scrive Saint- Exupéry ogni sentinella è responsabile di tutto l’impero.

Grazie ragazzi.

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La signora nella nebbia

dicembre 14, 2013 28 commenti

ladyNotte nebbia. Nessuno in giro. La figura bassa e tozza apre il cassonetto e rovista tra i sacchetti in cerca di qualcosa  che possa esserle utile.  Sente il rumore dei miei passi nel vicolo deserto, si ferma, si volta verso di me e dopo un attimo di esitazione alza il bavero del suo cappotto come per proteggersi dal mio sguardo. E scappa via.

Quella figura di essere umano avviluppato nella nebbia e nella disperazione si rivela essere una signora anziana, forse una vittima della crisi di cui tanto si parla e di cui si iniziano a vedere gli effetti più devastanti. Per un attimo la luce del lampione ha illuminato il suo viso avvolto in una pezzuola d’altri tempi. E’ un volto familiare, e questo fa ancora più male. L’ho incontrata molte volte in città; non conosco il suo nome, né dove abita, ma è un’abitante di questa comunità, una concittadina, una di noi, una persona che fino a poco tempo fa conduceva un’esistenza comune, come quella di tantissimi altri, ridotta adesso a frugare tra gli scarti altrui.

Porta con sé la sua storia. Nel corso della sua vita avrà provato gioia, dolore, amore, odio, compassione, indifferenza, proprio come tutti noi. Certamente porta dentro di sé il ricordo della sua infanzia, della giovinezza, dei suoi amori, delle sue delusioni. Nel suo cuore conserva – come dice il poeta – un baule pieno di sete colorate, sconosciute al mondo, che con la sua morte andranno perdute per sempre, così come i suoi ricordi. Sarebbe così bello se da qualche parte, in una immensa biblioteca nascosta, fossero conservate le tracce della vita degli uomini. Innumerevoli scaffali pieni di libri sulle cui pagine si sviluppa e prende forma la storia delle nostre vite, nell’istante stesso in cui vengono vissute, nella speranza che prima o poi qualcuno possa soffermarsi a leggerli. In questo preciso istante sul mio libro verrebbero scritte le righe che narrano l’incontro con questa donna, sul suo la disperazione di questo momento.

La signora è ormai scomparsa nella nebbia. Vorrei immaginarla sorridente, su una pista da ballo, tra le braccia di un tanguero triste, volteggiare nella serenità di un valzer lento. Senza alcuna traccia di disperazione.

 

“Questo post fa parte di un gioco di scrittura tra blogger su parole scelte a turno dai partecipanti.  Parole e partecipanti li potete trovare sul blog “Verba Ludica”, al link http://carbonaridellaparola.blogspot.it/ 

Sindaci nella neve

febbraio 13, 2012 8 commenti

Ma perchè si ostinano a recitare così male? Trovo che non ci sia niente di più squallido, deprimente, falso di un politico che, per migliorare la propria immagine, si armi di pala e inizi a spalare la neve nella sua città. E non parlo di quelli che in questi giorni, abbigliati come Messner, ci deliziano con le loro vigorose attività fisiche davanti alle telecamere. Comprendo il sindaco del paesino di montagna che, al pari dei suoi concittadini, aiuta a liberare una strada, a spostare un albero caduto, a liberare un tetto pericolante. Lì si tratta probabilmente di sincera condivisione, di situazioni in cui un paio di braccia in più non fanno male.

Non ne faccio un problema di appartenenza politica. Proprio poche settimane fa i candidati alle primarie della mia città, in vista delle prossime elezioni comunali, si sono esibiti nello squallido spettacolo della buona volontà. Uno ha imbracciato il pennello e si è messo a verniciare paletti, un altro spazzava le strade, un terzo vuotava i cestini. Poi, mezz’ora più tardi, a telecamere spente, si sono rimessi il cappotto per farsi intervistare.

Può darsi che la gente sia stupida, è chiaro. Ma non così stupida da ricondurre quelle esibizioni a dimostrazione di sincero amore per la propria città. Un professore universitario, un commercialista, un avvocato che recitano la loro parte di fronte ad una telecamera per convincere gli elettori a votarli. Forse non si accorgono di mettere in mostra solo la loro falsità.

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