Archivio

Archive for the ‘dodonomics’ Category

La signora nella nebbia

dicembre 14, 2013 28 commenti

ladyNotte nebbia. Nessuno in giro. La figura bassa e tozza apre il cassonetto e rovista tra i sacchetti in cerca di qualcosa  che possa esserle utile.  Sente il rumore dei miei passi nel vicolo deserto, si ferma, si volta verso di me e dopo un attimo di esitazione alza il bavero del suo cappotto come per proteggersi dal mio sguardo. E scappa via.

Quella figura di essere umano avviluppato nella nebbia e nella disperazione si rivela essere una signora anziana, forse una vittima della crisi di cui tanto si parla e di cui si iniziano a vedere gli effetti più devastanti. Per un attimo la luce del lampione ha illuminato il suo viso avvolto in una pezzuola d’altri tempi. E’ un volto familiare, e questo fa ancora più male. L’ho incontrata molte volte in città; non conosco il suo nome, né dove abita, ma è un’abitante di questa comunità, una concittadina, una di noi, una persona che fino a poco tempo fa conduceva un’esistenza comune, come quella di tantissimi altri, ridotta adesso a frugare tra gli scarti altrui.

Porta con sé la sua storia. Nel corso della sua vita avrà provato gioia, dolore, amore, odio, compassione, indifferenza, proprio come tutti noi. Certamente porta dentro di sé il ricordo della sua infanzia, della giovinezza, dei suoi amori, delle sue delusioni. Nel suo cuore conserva – come dice il poeta – un baule pieno di sete colorate, sconosciute al mondo, che con la sua morte andranno perdute per sempre, così come i suoi ricordi. Sarebbe così bello se da qualche parte, in una immensa biblioteca nascosta, fossero conservate le tracce della vita degli uomini. Innumerevoli scaffali pieni di libri sulle cui pagine si sviluppa e prende forma la storia delle nostre vite, nell’istante stesso in cui vengono vissute, nella speranza che prima o poi qualcuno possa soffermarsi a leggerli. In questo preciso istante sul mio libro verrebbero scritte le righe che narrano l’incontro con questa donna, sul suo la disperazione di questo momento.

La signora è ormai scomparsa nella nebbia. Vorrei immaginarla sorridente, su una pista da ballo, tra le braccia di un tanguero triste, volteggiare nella serenità di un valzer lento. Senza alcuna traccia di disperazione.

 

“Questo post fa parte di un gioco di scrittura tra blogger su parole scelte a turno dai partecipanti.  Parole e partecipanti li potete trovare sul blog “Verba Ludica”, al link http://carbonaridellaparola.blogspot.it/ 

L’albero delle badanti

novembre 28, 2011 10 commenti

L’albero è grande e antico. Si trova proprio davanti al Muro del Pianto. No, non quello di Gerusalemme. Si chiama così un piccolo bar dove si ritrovano, ogni lunedì, i tifosi della squadra di calcio cittadina, sempre di umore pessimo visti i risultati degli ultimi tempi.
Intorno all’albero c’è una grande panchina circolare che lo abbraccia. La domenica pomeriggio su quella panchina si possono ascoltare molte lingue diverse. Russo, ucraino, polacco, georgiano. Le badanti dell’Est sembrano darsi appuntamento sotto quelle grandi foglie, nei loro pomeriggi liberi. Hanno visi rubicondi e fisici non troppo slanciati. Molte di loro sono tecnologicamente avanzate: aprono i loro portatili e, attraverso Skype, si mantengono in contatto con i mariti, chattano con i figli, guardano le foto dei nipotini che ancora abitano nel loro paese di origine.
Mi viene da pensare che forse, tra qualche anno, sotto un albero di una qualunque città cinese, potrebbe riunirsi un gruppo di badanti italiane nel loro giorno di riposo, l’unico in cui non debbono cambiare il pannolone a qualche ricco cliente.

Categorie:dodonomics Tag: