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Sentinelle

Così il semplice pastore che sorveglia le sue pecore sotto le stelle,
se prende coscienza del suo ruolo, scopre d’essere più che un pastore.
E’ una sentinella. E ogni sentinella è responsabile di tutto l’impero.
Terra degli uomini, Antoine de Saint-Exupéry, 1939

Mi è sempre piaciuta questa frase. E’ tratta da un libro per troppo tempo dimenticato, oscurato in giustamente dal successo planetario del Piccolo Principe. E’ una frase che, secondo me, ben si può applicare a questo momento difficile. Ci ricorda l’importanza della responsabilità individuale, di come spesso non sono i generali a vincere le guerre, ma anche e soprattutto ogni piccola sentinella che non abbandona il proprio posto, che continua a vigilare nonostante la consapevolezza che non passerà mai alla storia ma che si rende ugualmente conto dell’importanza del suo ruolo a guardia dei confini dell’impero.

Oggi, in questo momento, siamo tutti sentinelle chiamate a difendere l’impero dal nemico invisibile. Piccoli, innumerevoli soldatini che cercano di tamponare il tradimento degli imbecilli che non si rendono conto che, in questo momento, non rispettare le regole non significa sbandierare il proprio diritto alla libertà, rivendicare il diritto di ammalarsi. Sarebbe il minimo se questo non dovesse comportare il mettere a rischio non la loro inutile salute, ma quella degli altri, dei propri cari, di coloro che rischiano in prima persona come medici, infermieri, personale sanitario, soccorritori – in gran parte volontari – che in ogni caso correranno ad aiutare anche gli idioti che non meriterebbero attenzione e che sottraggono il posto ad altri che invece non hanno alcuna colpa.

Dovremmo averlo capito, ormai. Invece no.

Nel frattempo i gatti attraversano tranquilli le strade delle città svuotate dalle auto, gli uccellini hanno ripopolato gli alberi ai bordi delle tangenziali, i cervi si affacciano alle periferie. La natura ha iniziato a riprendere i suoi spazi, almeno per un po’. Poi tutto tornerà come prima. Forse.

O forse no.

Categorie:covid-19
  1. aprile 19, 2020 alle 7:36 am

    Bellissimo articolo (in quello “stile Dodo” che tanto mancava). Io credo che forse all’inizio qualcosa ancora serpeggerà nelle nostre coscienze, ma con il trascorrere del tempo tutto ritornerà come prima. Sono pessimista, lo so, ma penso che gli uomini siano animali senza memoria.

    • aprile 21, 2020 alle 11:09 am

      Temo tu abbia ragione, Francesca. Inizialmente tutti a cantare sui balconi, poi la vita ci cambierà, almeno per un po’. Ma finita l’emergenza sanitaria – prima o poi dovrà pur finire anche se sarà lunga – ci saranno le conseguenze economiche e allora riaffioreranno gli egoismi e quel che siamo veramente verrà fuori esasperando quelle che sono le nostre caratteristiche, compresi i nostri lati peggiori, anche quelli che spesso non ci rendiamo conto di avere.
      Vabbé, andrà tutto bene.
      Forse.
      Probabilmente no…

  2. giugno 27, 2020 alle 5:05 PM

    Siamo stati delle buone Cassandre 🙂 , anche se, diciamocelo, era facile intuire che sarebbero ricomparse le “sane”abitudini pre-coronavirus (ed ancora non siamo nell’emergenza economica vera e propria!). Tu ti sei fermato con il blog?

    • ottobre 28, 2020 alle 11:26 am

      Francesca, non ci voleva molto a prevederlo. Anche a distanza di mesi il commento resta – purtroppo – valido. Mi son preso una pausa sperando che la situazione smentisse il mio pessimismo. Speranza vana. Ricomincerò a scrivere.

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