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L’Italia che mi piace

miseL’Italia che mi piace indossa divise di molti colori.

Ce ne sono di grigie e gialle, arancioni, azzurre e gialle, blu, rosse e molte altre. Lavorano in silenzio ogni giorno ma in certi momenti tutti si accorgono di loro e le luci si accendono sul loro operato. E allora ci si rende conto che quei ragazzi – perché ragazzi sono, indipendentemente dalla loro età anagrafica – lasciano il loro lavoro, le loro famiglie, la loro tranquilla quotidianità per andare ad aiutare il prossimo.

So bene che può sembrare retorica a buon mercato. Ma io li conosco bene quei ragazzi. Sono operai ed impiegati, studenti e disoccupati, professionisti e casalinghe. Ho il privilegio e l’onore di averli come amici, di condividere con loro la stessa passione, lo stesso impegno, la stessa divisa colorata. Di loro ci si può fidare, statene certi, perché loro, come altri, hanno compreso che ognuno, nel proprio piccolo, può fare qualcosa per rendere questo mondo un pochino migliore, condividendone la responsabilità. Sono come tante, piccole sentinelle poste a guardia di un’umanità minacciata e sofferente. E come scrive Saint- Exupéry ogni sentinella è responsabile di tutto l’impero.

Grazie ragazzi.

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  1. settembre 17, 2016 alle 11:26 pm

    Hai proprio ragione. In Italia abbiamo tantissimi volontari che svolgono un operato eccellente, non solo in casi di emergenza, ma anche quotidianamente, con l’assistenza ai malati, agli anziani, al recupero del verde…Sono persone che non diventeranno mai famose, ma che svolgono un operato da veri angeli salvatori.
    Sono molto felice e onorata di conoscere te, anche se in modo virtuale, e ringrazio di cuore tutti i volontari d’Italia, che contribuiscono a rendere questo Paese più vivibile e sicuro.

    • settembre 24, 2016 alle 2:20 pm

      Kat,
      scusa per il ritardo nel commento. Ormai frequento poco anche il mio stesso blog.
      Grazie per le belle parole. Lungi da me l’intento dell’autocelebrazione. Ammiro chi ha preso armi e bagagli ed è partito per il centro Italia nelle scorse settimane. Io non ho potuto farlo.
      E naturalmente quando parlo di volontariato non intendo solamente quello del settore della Protezione Civile o relativo a prestazioni di soccorso o sanitarie ma anche quello meno evidente, forse, ma altrettanto fondamentale che opera in campo ambientale, culturale o altro.
      Una frase che ho letto da qualche parte recita che in fondo si tratta di una goccia nell’oceano, ma se non ci fosse all’oceano mancherebbe una goccia.

  2. maggio 19, 2017 alle 4:25 pm

    Dovresti aprire le finestre, qui, far entrare la primavera che sta già cedendo il passo all’estate. TI è proprio passata la voglia di scrivere, eh? Peccato, davvero peccato 🙂 i tuoi post sono isole di bellezza.

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